Così bello servire con amici dal: Brasile, Francia, Iran, l'Olanda, le Filippine e gli Stati Uniti!
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domenica 23 ottobre 2011
Un momento tranquillo
Così bello servire con amici dal: Brasile, Francia, Iran, l'Olanda, le Filippine e gli Stati Uniti!
Sandra's Monthly Update, October
I hope that one day I continue
my life again - Spero che un giorno continuo di nuovo la mia
vita
Mahmud Jafari,
Ragazzo Afgano
my life again - Spero che un giorno continuo di nuovo la mia
vita
Mahmud Jafari,
Ragazzo Afgano
http://birdsofimmigrants.jogspace.net/2011/03/14/750/
Rileggo a volte la storia del giovane blogger
afgano Mahmud Jafari, partito dall'Iran a 15 anni, ora ne ha 17 anni ed è in
Germania. Mahmud parla della traversata da Patrasso ad Ancona, 24 ore in un
camion di arance, con la fame, la sete e il freddo. Da Ancona, insieme ad altri
7, viene rispedito in Grecia. Dopo due mesi, arriva a Venezia, nel camion di
arance questa volta c'è stato 48 ore. E' debolissimo e quasi in coma per
assideramento. Ma lo riportano in Grecia. Quando riprova a partire, la polizia
greca lo acciuffa, in quattro lo malmenano e lo pestano "oltre ogni dire".
Finisce tre notti in ospedale, viene messo in un centro, infine torna ad Atene.
Per cinque o sei mesi vive ad Atene senza soldi e senza tetto, dormendo nei
parchi. Torna a Patrasso e un bel giorno ce la fa ad arrivare a Bari.
Dopo tre giorni è a Roma ...
Al Centro JNRC (Joel Nafuma
Refugee Center)
E' così che arrivano i ragazzini afgani al Centro
Rifugiati di Via Nazionale, dopo giorni mesi e anni di viaggio, di fame, di
freddo, di angherie e di sofferenze difficilmente immaginabili ... per non
parlare di tutto quello che hanno passato prima, in Afghanistan e in Iran o in
Pakistan, della separazione dalle famiglie, dei traumi per l'uccisione o
comunque la perdita di genitori e fratelli. Hanno bisogno di vestiti puliti, a
Roma ci sono tanti posti che queste cose le danno, ma loro vengono tutti qui, e
chiedono con gentile insistenza magliette, pantaloni, e soprattutto scarpe,
indispensabili per proseguire il viaggio. La maggior parte non vuole affatto
restare in Italia, ma spesso quelli che riescono a partire poi vengono
rispediti qui .... come Reza, 14 anni, che avevo
equipaggiato di tutto punto con maglietta, pantaloni, scarpe, giacca carina e
zainetto, ma non ce l'ha fatta e dopo tre giorni me lo son rivisto
davanti.
Tendopoli, famiglie, pranzi e
cene
E' ormai sempre più frequente l'arrivo di famiglie
intere, con donne e bambini. Una giovane donna si barcamenava da sola con due
bimbetti di 3 e 5 anni, vispissimi ma bisognosi di tutto dopo il nubifragio di
metà settembre. Al pranzo di strada di Elisabeth della Kyrios
sabato scorso i bambini erano ben cinque, di due famiglie diverse. Per fortuna
la loro magica allegria resiste anche in uno scenario di grande squallore come
quello della tendopoli di Ostiense. I vestiti per i piccoli e piccolissimi sono
ora benvenuti, ne raccoglie volentieri anche Albero della Vita
che gestisce a Piramide un punto di informazione e orientamento per i minori
afgani. Per eventuali contatti lorena.dilorenzo@yahoo.it
Nei locali della Comunità di Base di S. Paolo, ha
ripreso da un mese il progetto La Sosta, che offre ai ragazzi
afgani uno spazio dove, appunto, sostare, giocare, ballare, e soprattutto
cucinare e mangiare i propri piatti nazionali. Il da fare non manca: le
cene andrebbero auto-finanziate e si cerca di trovare una forma ottimale di
collaborazione tra i ragazzi afgani e i volontari italiani per la gestione del
progetto, incluso il lavaggio dei pentoloni! Per ora le cene si fanno 3
domeniche al mese e da un po' di tempo vengono invitati anche i ragazzi della
tendopoli.
Piccoli progressi
Ragazzi amici continuano
a fare piccoli e grandi progressi:
Ishat che è pasticciere ha avuto il contratto di lavoro a tempo
indeterminato, e i colleghi di lavoro sono anche un po' gelosi.
Stamattina mi ha telefonato
presto Kabir per dirmi che ce l'aveva fatta, ha
superato l'esame di teoria per la patente, quasi sveniva dall'emozione, eh sì,
la patente è un grande scoglio per i ragazzi, ma se poi qualcuno ce la fa, anche
gli altri sanno che è possibile.
Prosegue per Reza l'attesa della
mogliettina, c'è stato un intoppo sulle date nei documenti, le date di nascita
afgane non sono come le nostre, i genitori lì si segnano l'anno da qualche parte
e buonanotte ... Così, per una discrepanza di
pochi giorni sugli incartamenti, continua ora la loro via crucis burocratica, ma
poi quando Zarha arriverà chissà che bella festa.
Niente festa per Jawat, invece,
sua moglie e le tre bimbe non possono venire, il suo stipendio è regolare ma
troppo basso, e la sua casa qui non è abitabile. Lui si dispera e si ammala, e
noi soffriamo insieme a lui ... per tirarlo su, siamo andati con 4 ragazzi
afgani amici suoi a mangiare all'agriturismo dove lui lavora ... poi siamo
stati bene noi e pure lui!
E trascinata da Daniela C., sono andata ieri con
lei a portar cibo e bevande ai ragazzi delle tende: la mia macchina era rotta e
il lavoro difficile, ma grazie alla spinta di Daniela, all'aiuto di
Hashem - che si è prestato per la spesa ed il trasporto -,
e alla presenza tranquillizzante di Graeme, tutto è andato bene!
Rileggo a volte la storia del giovane blogger
afgano Mahmud Jafari, partito dall'Iran a 15 anni, ora ne ha 17 anni ed è in
Germania. Mahmud parla della traversata da Patrasso ad Ancona, 24 ore in un
camion di arance, con la fame, la sete e il freddo. Da Ancona, insieme ad altri
7, viene rispedito in Grecia. Dopo due mesi, arriva a Venezia, nel camion di
arance questa volta c'è stato 48 ore. E' debolissimo e quasi in coma per
assideramento. Ma lo riportano in Grecia. Quando riprova a partire, la polizia
greca lo acciuffa, in quattro lo malmenano e lo pestano "oltre ogni dire".
Finisce tre notti in ospedale, viene messo in un centro, infine torna ad Atene.
Per cinque o sei mesi vive ad Atene senza soldi e senza tetto, dormendo nei
parchi. Torna a Patrasso e un bel giorno ce la fa ad arrivare a Bari.
Dopo tre giorni è a Roma ...
Al Centro JNRC (Joel Nafuma
Refugee Center)
E' così che arrivano i ragazzini afgani al Centro
Rifugiati di Via Nazionale, dopo giorni mesi e anni di viaggio, di fame, di
freddo, di angherie e di sofferenze difficilmente immaginabili ... per non
parlare di tutto quello che hanno passato prima, in Afghanistan e in Iran o in
Pakistan, della separazione dalle famiglie, dei traumi per l'uccisione o
comunque la perdita di genitori e fratelli. Hanno bisogno di vestiti puliti, a
Roma ci sono tanti posti che queste cose le danno, ma loro vengono tutti qui, e
chiedono con gentile insistenza magliette, pantaloni, e soprattutto scarpe,
indispensabili per proseguire il viaggio. La maggior parte non vuole affatto
restare in Italia, ma spesso quelli che riescono a partire poi vengono
rispediti qui .... come Reza, 14 anni, che avevo
equipaggiato di tutto punto con maglietta, pantaloni, scarpe, giacca carina e
zainetto, ma non ce l'ha fatta e dopo tre giorni me lo son rivisto
davanti.
Tendopoli, famiglie, pranzi e
cene
E' ormai sempre più frequente l'arrivo di famiglie
intere, con donne e bambini. Una giovane donna si barcamenava da sola con due
bimbetti di 3 e 5 anni, vispissimi ma bisognosi di tutto dopo il nubifragio di
metà settembre. Al pranzo di strada di Elisabeth della Kyrios
sabato scorso i bambini erano ben cinque, di due famiglie diverse. Per fortuna
la loro magica allegria resiste anche in uno scenario di grande squallore come
quello della tendopoli di Ostiense. I vestiti per i piccoli e piccolissimi sono
ora benvenuti, ne raccoglie volentieri anche Albero della Vita
che gestisce a Piramide un punto di informazione e orientamento per i minori
afgani. Per eventuali contatti lorena.dilorenzo@yahoo.it
Nei locali della Comunità di Base di S. Paolo, ha
ripreso da un mese il progetto La Sosta, che offre ai ragazzi
afgani uno spazio dove, appunto, sostare, giocare, ballare, e soprattutto
cucinare e mangiare i propri piatti nazionali. Il da fare non manca: le
cene andrebbero auto-finanziate e si cerca di trovare una forma ottimale di
collaborazione tra i ragazzi afgani e i volontari italiani per la gestione del
progetto, incluso il lavaggio dei pentoloni! Per ora le cene si fanno 3
domeniche al mese e da un po' di tempo vengono invitati anche i ragazzi della
tendopoli.
Piccoli progressi
Ragazzi amici continuano
a fare piccoli e grandi progressi:
Ishat che è pasticciere ha avuto il contratto di lavoro a tempo
indeterminato, e i colleghi di lavoro sono anche un po' gelosi.
Stamattina mi ha telefonato
presto Kabir per dirmi che ce l'aveva fatta, ha
superato l'esame di teoria per la patente, quasi sveniva dall'emozione, eh sì,
la patente è un grande scoglio per i ragazzi, ma se poi qualcuno ce la fa, anche
gli altri sanno che è possibile.
Prosegue per Reza l'attesa della
mogliettina, c'è stato un intoppo sulle date nei documenti, le date di nascita
afgane non sono come le nostre, i genitori lì si segnano l'anno da qualche parte
e buonanotte ... Così, per una discrepanza di
pochi giorni sugli incartamenti, continua ora la loro via crucis burocratica, ma
poi quando Zarha arriverà chissà che bella festa.
Niente festa per Jawat, invece,
sua moglie e le tre bimbe non possono venire, il suo stipendio è regolare ma
troppo basso, e la sua casa qui non è abitabile. Lui si dispera e si ammala, e
noi soffriamo insieme a lui ... per tirarlo su, siamo andati con 4 ragazzi
afgani amici suoi a mangiare all'agriturismo dove lui lavora ... poi siamo
stati bene noi e pure lui!
E trascinata da Daniela C., sono andata ieri con
lei a portar cibo e bevande ai ragazzi delle tende: la mia macchina era rotta e
il lavoro difficile, ma grazie alla spinta di Daniela, all'aiuto di
Hashem - che si è prestato per la spesa ed il trasporto -,
e alla presenza tranquillizzante di Graeme, tutto è andato bene!
Soltanto di cose in prestito vive questo
cuore. Il giardino d'amore è infinitamente verdee dà molti frutti oltre
alla gioia e al dolore.L'amore è al di là di entrambe le
condizioni.Senza primavera, senza autunno, è sempre
nuovo.
Rumi, poeta persiano, 1207 - 1273
------------------------
Grazie a Silvana, Maria Pia, Daniela, Miri, Doris, Luciana,
Augusta, Giulia, Antonia, grazie e saluti a tutti
cuore. Il giardino d'amore è infinitamente verdee dà molti frutti oltre
alla gioia e al dolore.L'amore è al di là di entrambe le
condizioni.Senza primavera, senza autunno, è sempre
nuovo.
Rumi, poeta persiano, 1207 - 1273
------------------------
Grazie a Silvana, Maria Pia, Daniela, Miri, Doris, Luciana,
Augusta, Giulia, Antonia, grazie e saluti a tutti
A wonderful day!
I have a friend. I love him like my brother, even more then my brother. We grew up together and we went to school together, we have done everything together.But unfortunately when I got a problem in Afghanistan I needed to leave Afghanistan and I was hurt that I would miss my friend. I came here and I tried to do something with my life but I could not do anything and I will never do anything in this situation that we are in.After 2 years I got a call one day, and I picked up the phone and I said: “Hello, who is there?”, and he said: “Hey, I am Masud.” For a few seconds I was shocked, because that call was from Italy, and I couldn’t have imagined that one day my best friend would be here with me. I was very happy and when we met I hugged him for almost 10 minutes! He was here with me for 2 days, and after 2 days he has gone to Germany, because he works there.That was a wonderful day for me!
Ho un amico. Lo voglio bene come un fratello, anzi, più di mio fratello. Siamo cresciuti insieme e siamo andati a scuola insieme, facevamo tutto insieme.
Ma per sfortuna, quando ho avuto un problema in Afghanistan, dovevo lasciare l'Afghanistan e mi facevo male che dovevo lasciare il mio amico. Sono venuto qui e cercavo di fare qualcosa con la mia vita, ma non potevo fare niente e non farò mai nienete nella situazione in cui siamo.
Dopo due anni un giorni ho ricevuto una chiamata, e risposi al telefono: "Ciao, chi è?", e lui disse: "Ciao, sono Masud!". Per un paio di secondi fui sotto shock, perchè quella telefonata veniva dall'Italia, e non potevo imaginare che un giorno il mio miglior amico sarebbe stato qui con me! Ero molto felice, e quando ci siamo visti ci siamo abbracciati per quasi 10 minuti! E' rimasto qui per due giorni, e dopo due giorni è partito per la Germania, perchè lavora nella Germania.
Quello è stato un giorno meraviglioso per me!
In front of her house there are many fields, and I would go to my fields every day. I didn’t see her before, but whenever I passed her street, she laughed and smiled. At that time she was studying in 8th grade. And I was in the first year of college.
She was 16 years old, and she was beautiful. She could see me from the upstairs of her house. Whenever I visited my fields, she was already waiting for me.One day, all day long I was there in my fields and she was on the roof to watch me.
All the villagers came to know about our story, but didn’t do anything about it. The other girls were jealous and they wanted to break off our friendship, and get my attention.Some people from her village condemned me about her. Some girls were attracted by my uniform and the books I carried. She was never afraid of anyone or what they said, because she was impressed by me.
Seven years passed, and she never spoke to me. After that I left the country . I wish she could speak to me, but she is so far away.I can never forget her, but when I will go back to Pakistan, then I will tell her everything.
Di fronte alla sua casa ci sono molti campi, ed io andai ai miei campi tutti i giorni. Non la avevo visto prima, ma ogni volta che passò nela sua strada, lei sorrise. All'epoca studiai nell'ottavo anno di scuola, e fui nel primo anno del colleggio.
Lei aveva 16 anni, ed era bellissima. Mi poteva vedere dall'ultimo piano della sua casa ed ogni volta che andai a visitare i miei campi, mi aspettava. Un giorno stavo nei campi tutto il giorno, e lei fu lì a guardarmi dal tetto.
Tutti nel villaggio sapevano con il tempo, ma non fecero niente. Le altre ragazze erano gelose e volevano rompere la nostra amicizia, ed attirare la mia attenzione. C'erano delle persone dal suo villaggio che mi condanavano per lei. Le ragazze erano attratte dal mio uniforme o dai libri che portò. Lei non aveva mai paura di nessuno o di quello che dicevano, perchè era impressionata da me.
Passarono sette anni e non mi parlò mai. Dopodiché lasciò il paese. Vorrei che mi potesse parlare, ma lei è lontana. Non la posso mai dimenticare, ma quando tornerò in Pakistan la racconterò tutto.
lunedì 3 ottobre 2011
Visit to Castel Sant'Angelo
Yesterday I went to Castel Sant’Angelo. When I had entered I saw a huge tomb, that my teacher told me about. She told me that there was a person whose name was Hadrian (Adriano). He was an emperor almost 2000 years ago.
I also saw a lot of other things, that I hadn’t seen before and that amazed me, like swords and heavy weapons. They really had to be the strongest people to use these weapons and we would never be able to do that.
I noticed another important thing: that there was a lot of good construction mechanics that they have done without any machinery, like the tomb, the walls, etc.
I would love to go there once more.
Ieri sono andato a Castel Sant'Angelo. Quando sono entrao ho visto un'enorme tomba, del quale la mia insegnante mi aveva parlato. Lei mi ha raccontato che ci fu una persona che si chiamava Adriano. Era un imperatore quasi 2000 anni fa.
Ho anche visto tante altre cose, che non avevo visto prima e che mi hanno stupito, come spade e armi pesanti. Dovevano veramente essere delle persone fortissime per poter usare questi armi e noi non saremmo mai capace di farlo.
Ho anche notato un'altra cosa importante: che c'erano tanti mechanismi costruttivi che hanno costruito senza macchinari, come la tomba, le mura ecc.
Mi piacerebbe andarci un'altra volta.
I also saw a lot of other things, that I hadn’t seen before and that amazed me, like swords and heavy weapons. They really had to be the strongest people to use these weapons and we would never be able to do that.
I noticed another important thing: that there was a lot of good construction mechanics that they have done without any machinery, like the tomb, the walls, etc.
I would love to go there once more.
Ieri sono andato a Castel Sant'Angelo. Quando sono entrao ho visto un'enorme tomba, del quale la mia insegnante mi aveva parlato. Lei mi ha raccontato che ci fu una persona che si chiamava Adriano. Era un imperatore quasi 2000 anni fa.
Ho anche visto tante altre cose, che non avevo visto prima e che mi hanno stupito, come spade e armi pesanti. Dovevano veramente essere delle persone fortissime per poter usare questi armi e noi non saremmo mai capace di farlo.
Ho anche notato un'altra cosa importante: che c'erano tanti mechanismi costruttivi che hanno costruito senza macchinari, come la tomba, le mura ecc.
Mi piacerebbe andarci un'altra volta.
domenica 2 ottobre 2011
Writing Workshop/Laboratorio di scrittura
Thanks to two wonderful women, Karen and Pat, we have held a writing workshop last week. Gracefully some of our students have given permission to use their stories here. I'll translate soon, but for now I wanted to get the stories on-line
Sandra's Monthly Update, Settembre
In vacanza
In Australia, non ho incontrato afgani, ho solo letto di loro: di quelli detenuti in centri isolati nel deserto (come Curtin, nelle Kimberleys, definito un "living hell hole", un inferno vivente); di quelli che saranno deportati in Malesia; di quelli che sono stati rispediti in Afganistan senza tanti complimenti .... insomma, ho potuto riferire ai ragazzi afgani di Roma che il loro mito australiano non è poi tanto incoraggiante.
Intanto a Roma
Ci sono stati ad Agosto giorni di digiuno totale; è stato rubato il Camper dove effettuavano le visite i Medici per i Diritti Umani (MEDU); è ancora in piedi la tendopoli di Ostiense, ma si teme sarà presto sgomberata in vista del passaggio alla Stazione Ostiense dei treni ad alta velocità della rete privata NTV, insieme all'apertura di Eataly (mega ristoranti) all'Air Terminal, entrambe le aperture previste per Febbraio 2012. In tale scenario di modernità e benessere non ci sarà di certo spazio per dei pezzenti ragazzini afgani in fuga dalla guerra.
Storie dei ragazzi noti
Nel 2008 Ishat quindicenne aveva raggiunto la Grecia dalla Turchia dopo molte ore nel mare grosso su un gommoncino gonfiabile, insieme ad altri tre ragazzini. Del mare gli era sempre rimasta diffidenza e paura ... eppure quest'anno si è lasciato convincere dalla sua mamma elettiva romana a fare un corso di vela durante le vacanze, ha preso il brevetto ed era immensamente soddisfatto di aver superato se stesso.
E' stato celebrato pochi giorni fa il matrimonio di un ragazzo afgano con una ragazza italiana. Al ricevimento, Kabir - barista e amico dello sposo - si è lanciato coi cocktails, inventandone ben quattro, ai quali ha dato nomi fantasiosi. Pare che i complimenti fossero entusiastici, e pensare che lui è musulmano e astemio!
Si trova bene in una piccola città delle Marche, Karim. Il lavoro c'è, la vita è più tranquilla e gestibile. A volte basta poco per cambiare tutto, come nel caso di Heidari che in Sabina con la sua macchinetta si sposta senza difficoltà e le occasioni di lavoro ora non mancano.
Sono bravi questi ragazzi, in particolare Hashem è venuto ad annaffiare le piante durante la mia assenza, riparando un po' di tutto ... Akbar è andato a curare il giardino e la casa della signora amica che lo sta prendendo a cuore.
Hashem, Kabir, Reza, Karim, Ishat, Jawat, Hussain, Farhad, Heidari, Wahid, Abdullah, Samir, Alì, Atiq, Khaled, Amin mi hanno telefonato o mandato sms di bentornata ... con il loro affetto mi è dolce riprendere questo lavoro che tante volte mi appesantisce il cuore
"Lo sapevi, peccare non significa fare il male: non fare il bene, questo significa peccare."
Pier Paolo Pasolini
In Australia, non ho incontrato afgani, ho solo letto di loro: di quelli detenuti in centri isolati nel deserto (come Curtin, nelle Kimberleys, definito un "living hell hole", un inferno vivente); di quelli che saranno deportati in Malesia; di quelli che sono stati rispediti in Afganistan senza tanti complimenti .... insomma, ho potuto riferire ai ragazzi afgani di Roma che il loro mito australiano non è poi tanto incoraggiante.
Intanto a Roma
Ci sono stati ad Agosto giorni di digiuno totale; è stato rubato il Camper dove effettuavano le visite i Medici per i Diritti Umani (MEDU); è ancora in piedi la tendopoli di Ostiense, ma si teme sarà presto sgomberata in vista del passaggio alla Stazione Ostiense dei treni ad alta velocità della rete privata NTV, insieme all'apertura di Eataly (mega ristoranti) all'Air Terminal, entrambe le aperture previste per Febbraio 2012. In tale scenario di modernità e benessere non ci sarà di certo spazio per dei pezzenti ragazzini afgani in fuga dalla guerra.
Storie dei ragazzi noti
Nel 2008 Ishat quindicenne aveva raggiunto la Grecia dalla Turchia dopo molte ore nel mare grosso su un gommoncino gonfiabile, insieme ad altri tre ragazzini. Del mare gli era sempre rimasta diffidenza e paura ... eppure quest'anno si è lasciato convincere dalla sua mamma elettiva romana a fare un corso di vela durante le vacanze, ha preso il brevetto ed era immensamente soddisfatto di aver superato se stesso.
E' stato celebrato pochi giorni fa il matrimonio di un ragazzo afgano con una ragazza italiana. Al ricevimento, Kabir - barista e amico dello sposo - si è lanciato coi cocktails, inventandone ben quattro, ai quali ha dato nomi fantasiosi. Pare che i complimenti fossero entusiastici, e pensare che lui è musulmano e astemio!
Si trova bene in una piccola città delle Marche, Karim. Il lavoro c'è, la vita è più tranquilla e gestibile. A volte basta poco per cambiare tutto, come nel caso di Heidari che in Sabina con la sua macchinetta si sposta senza difficoltà e le occasioni di lavoro ora non mancano.
Sono bravi questi ragazzi, in particolare Hashem è venuto ad annaffiare le piante durante la mia assenza, riparando un po' di tutto ... Akbar è andato a curare il giardino e la casa della signora amica che lo sta prendendo a cuore.
Hashem, Kabir, Reza, Karim, Ishat, Jawat, Hussain, Farhad, Heidari, Wahid, Abdullah, Samir, Alì, Atiq, Khaled, Amin mi hanno telefonato o mandato sms di bentornata ... con il loro affetto mi è dolce riprendere questo lavoro che tante volte mi appesantisce il cuore
"Lo sapevi, peccare non significa fare il male: non fare il bene, questo significa peccare."
Pier Paolo Pasolini
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