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domenica 27 novembre 2011

Watermelon/Cocomero


Just another pic from the sportscamp

Solo un'altra foto del campo sportivo

Libanon trip Agape/Viaggio in Libano di Agape

Matt and Phil and several others will be leaving this week for Libanon to help a local school. Our prayers go with you!

Matt e Phil e altre persone partono per il Libanon questa settimana per aiutare una schuola locale. Le nostre peghiere vi accompagneranno!

Sad Day/Giorno triste

Yesterday was Danielle's last time of serving with us for a while. We all hope and pray she'll be back soon, because we'll miss her.


Ieri era l'ultima volta che Danielle ha servito con noi per un po' di tempo. Speriamo e preghiamo tutti che torna presto, perchè ci mancherà.

mercoledì 2 novembre 2011

Sandra's Monthly Update November

Dieci anni di guerra in Afghanistan: Il silenzio inammissibile

"Un mese fa non c'è stato un giornale o una televisione che non abbia dedicato ampio spazio al decennale dell'11 settembre. Oggi invece il silenzio è totale. Eppure il 7 ottobre 2001 è iniziata una guerra disastrosa che ci vede ancora pienamente coinvolti."
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=12673
 
Perchè non ci indignamo e non diciamo BASTA a questa ignobile guerra, la più lunga nei 150 anni dell'Italia?  Sentite queste interviste, soprattutto quella con Pino Arlacchi, Vice Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con l'Afghanistan, sulla corruzione che alimenta questa guerra, corruzione dell'Occidente soprattutto.  E quella col sociologo Salvatore Palidda che illustra in maniera agghiacciante i benefici per le lobby che sulle guerre prosperano.
 
 
Ostiense ancora
 
Ed eccoli qui i poveracci che cercando scampo, vita e futuro sono approdati tra le immondizie della tendopoli di Ostiense.  Ci si illude che col passar del tempo diminuiranno, e invece loro aumentano ... I ragazzi delle tende di Ostiense sono generalmente di passaggio, cercano di proseguire il viaggio verso i paesi del Nord Europa.  Tanti però sono quelli di ritorno da altre città italiane, da altri paesi europei.  Sì, perchè i percorsi dei rifugiati li portano a spostarsi, nella perenne ricerca di accoglienza, lavoro e futuro, tornando spesso sui propri passi, in un peregrinare che, ahimè, è per lo più infruttuoso. 
 
E' presente Medu (Medici per i Diritti Umani) tre pomeriggi a settimana con il Camper che offre assistenza medica e non solo presso l'ex Air Terminal.  C'è preoccupazione, i ragazzi sono tantissimi, per molti di loro le tende non bastano e dormono nelle cunette del binario morto, le malattie della pelle impazzano, le condizioni igieniche sono ignobili.  Nessuna risposta per ora dalle istituzioni alla richiesta di locali che possano ospitare i rifugiati in maniera dignitosa.   http://www.mediciperidirittiumani.org/
 
C'è poi Binario 15, che sul campo offre orientamento e aiuto ai minori afgani di passaggio a Roma.  Di recente ha organizzato una "pizza solidale" per raccolta fondi, con questi potrà finanziare anche attività di gioco e svago per questi ragazzini le cui giovani vite sono segnate dalla paura, l'insicurezza, la perdita degli affetti familiari.  E nel lavoro è previsto anche il coinvolgimento, come volontari, di ragazzi afgani più integrati.
 
Quante storie
 
E' venuto con una lista di libri Majid che vuol far le superiori, aveva fatto non so quanti giri per ottenere certificati, bolli ed esenzioni, intanto la classe andava avanti e lui non sapeva come fare.  "Di soldi non me ne possono dare, solo forse farmi avere i libri, ma chissà quando".  Noi allora gli abbiamo detto di sì, contro le regole, gli abbiamo dato i soldi per i libri, con tanti auguri per i suoi studi .... 
 
Un altro sostegno l'abbiamo promesso a Kabir che si sta dando da fare per formare una squadra di calcio che possa partecipare al Mundialido, campionato di calcio tra nazioni che promuove ogni anno la Regione Lazio:  la squadra dell'Afghanistan ci vuole proprio e se adesso non c'è, bisogna correre ai ripari! 
 
E cerca sempre di organizzare la venuta a Roma della sua famiglia Bashir, un viaggio impossibile per ora, lui non ha un contratto di lavoro, solo lavoretti, e non ha i metri quadri che servono per legge ad ospitare la sua famiglia, così si tortura e si arrovella, qualcosa dovrà pure uscir fuori da tanto desiderio ... E' un ragazzo onesto, buono e gentile, chi lo assume avrebbe tutto da guadagnare ...
 
Invece ce l'ha fatta, infine, Reza a portar qui la mogliettina.  Era tanto in ansia prima della sua partenza.  "Lei da sola non ha mai viaggiato", mi diceva, "no non è lo stesso che per te, tu ti sei sempre mossa, lei da sola non ha mai fatto un passo" ...  Siamo andati domenica pomeriggio ad accoglierla con lui a Fiumicino, ce la siamo trovata davanti, sorridente e commossa, è stata in gamba, ma quante pene hanno dovuto patire per vivere insieme felici e contenti!
 
Oh Rosa,
Ti ho cercata
tra tutte le rose,
Ma non ti ho trovata.
Ho patito, ho gridato, ho urlato,
Girovagato
Da una terra a un'altra
Nell'immensità.
Alla fine ti ho trovata
quieta, addormentata
nel mio cuore.
 
-- Hafez Haidar
 
 
Grazie a Germana, Silvana, Roberto R., Marilì, Antonietta, Joke, Maria Pia, Chiara, Rita C., Luciana, Nicoletta, Rita R., Gianna, Beatrice

domenica 23 ottobre 2011

Un momento tranquillo





So beautiful to serve with people from: Brazil, France, Iran, Holland, the Fillippines and the USA!




Così bello servire con amici dal: Brasile, Francia, Iran, l'Olanda, le Filippine e gli Stati Uniti!

Sandra's Monthly Update, October

I hope that one day I continue
my life again - Spero che un giorno continuo di nuovo la mia
vita
Mahmud Jafari, 

Ragazzo Afgano


http://birdsofimmigrants.jogspace.net/2011/03/14/750/

Rileggo a volte la storia del giovane blogger
afgano Mahmud Jafari, partito dall'Iran a 15 anni, ora ne ha 17 anni ed è in
Germania. Mahmud parla della traversata da Patrasso ad Ancona, 24 ore in un
camion di arance, con la fame, la sete e il freddo. Da Ancona, insieme ad altri
7, viene rispedito in Grecia. Dopo due mesi, arriva a Venezia, nel camion di
arance questa volta c'è stato 48 ore. E' debolissimo e quasi in coma per
assideramento. Ma lo riportano in Grecia. Quando riprova a partire, la polizia
greca lo acciuffa, in quattro lo malmenano e lo pestano "oltre ogni dire".
Finisce tre notti in ospedale, viene messo in un centro, infine torna ad Atene.
Per cinque o sei mesi vive ad Atene senza soldi e senza tetto, dormendo nei
parchi. Torna a Patrasso e un bel giorno ce la fa ad arrivare a Bari.
Dopo tre giorni è a Roma ...


Al Centro JNRC (Joel Nafuma
Refugee Center)

E' così che arrivano i ragazzini afgani al Centro
Rifugiati di Via Nazionale, dopo giorni mesi e anni di viaggio, di fame, di
freddo, di angherie e di sofferenze difficilmente immaginabili ... per non
parlare di tutto quello che hanno passato prima, in Afghanistan e in Iran o in
Pakistan, della separazione dalle famiglie, dei traumi per l'uccisione o
comunque la perdita di genitori e fratelli. Hanno bisogno di vestiti puliti, a
Roma ci sono tanti posti che queste cose le danno, ma loro vengono tutti qui, e
chiedono con gentile insistenza magliette, pantaloni, e soprattutto scarpe,
indispensabili per proseguire il viaggio. La maggior parte non vuole affatto
restare in Italia, ma spesso quelli che riescono a partire poi vengono
rispediti qui .... come Reza, 14 anni, che avevo
equipaggiato di tutto punto con maglietta, pantaloni, scarpe, giacca carina e
zainetto, ma non ce l'ha fatta e dopo tre giorni me lo son rivisto
davanti.



Tendopoli, famiglie, pranzi e
cene

E' ormai sempre più frequente l'arrivo di famiglie
intere, con donne e bambini. Una giovane donna si barcamenava da sola con due
bimbetti di 3 e 5 anni, vispissimi ma bisognosi di tutto dopo il nubifragio di
metà settembre. Al pranzo di strada di Elisabeth della Kyrios
sabato scorso i bambini erano ben cinque, di due famiglie diverse. Per fortuna
la loro magica allegria resiste anche in uno scenario di grande squallore come
quello della tendopoli di Ostiense. I vestiti per i piccoli e piccolissimi sono
ora benvenuti, ne raccoglie volentieri anche Albero della Vita
che gestisce a Piramide un punto di informazione e orientamento per i minori
afgani. Per eventuali contatti
lorena.dilorenzo@yahoo.it


Nei locali della Comunità di Base di S. Paolo, ha
ripreso da un mese il progetto La Sosta, che offre ai ragazzi
afgani uno spazio dove, appunto, sostare, giocare, ballare, e soprattutto
cucinare e mangiare i propri piatti nazionali. Il da fare non manca: le
cene andrebbero auto-finanziate e si cerca di trovare una forma ottimale di
collaborazione tra i ragazzi afgani e i volontari italiani per la gestione del
progetto, incluso il lavaggio dei pentoloni! Per ora le cene si fanno 3
domeniche al mese e da un po' di tempo vengono invitati anche i ragazzi della
tendopoli.



Piccoli progressi

Ragazzi amici continuano
a fare piccoli e grandi progressi:
Ishat che è pasticciere ha avuto il contratto di lavoro a tempo
indeterminato, e i colleghi di lavoro sono anche un po' gelosi.

Stamattina mi ha telefonato
presto Kabir per dirmi che ce l'aveva fatta, ha
superato l'esame di teoria per la patente, quasi sveniva dall'emozione, eh sì,
la patente è un grande scoglio per i ragazzi, ma se poi qualcuno ce la fa, anche
gli altri sanno che è possibile.

Prosegue per Reza l'attesa della
mogliettina, c'è stato un intoppo sulle date nei documenti, le date di nascita
afgane non sono come le nostre, i genitori lì si segnano l'anno da qualche parte
e buonanotte ... Così, per una discrepanza di
pochi giorni sugli incartamenti, continua ora la loro via crucis burocratica, ma
poi quando Zarha arriverà chissà che bella festa.

Niente festa per Jawat, invece,
sua moglie e le tre bimbe non possono venire, il suo stipendio è regolare ma
troppo basso, e la sua casa qui non è abitabile. Lui si dispera e si ammala, e
noi soffriamo insieme a lui ... per tirarlo su, siamo andati con 4 ragazzi
afgani amici suoi a mangiare all'agriturismo dove lui lavora ... poi siamo
stati bene noi e pure lui!

E trascinata da Daniela C., sono andata ieri con
lei a portar cibo e bevande ai ragazzi delle tende: la mia macchina era rotta e
il lavoro difficile, ma grazie alla spinta di Daniela, all'aiuto di
Hashem - che si è prestato per la spesa ed il trasporto -,
e alla presenza tranquillizzante di Graeme, tutto è andato bene!




Soltanto di cose in prestito vive questo
cuore. Il giardino d'amore è infinitamente verdee dà molti frutti oltre
alla gioia e al dolore.L'amore è al di là di entrambe le
condizioni.Senza primavera, senza autunno, è sempre
nuovo.
Rumi, poeta persiano, 1207 - 1273

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Grazie a Silvana, Maria Pia, Daniela, Miri, Doris, Luciana,
Augusta, Giulia, Antonia, grazie e saluti a tutti

A wonderful day!

I have a friend. I love him like my brother, even more then my brother. We grew up together and we went to school together, we have done everything together.But unfortunately when I got a problem in Afghanistan I needed to leave Afghanistan and I was hurt that I would miss my friend. I came here and I tried to do something with my life but I could not do anything and I will never do anything in this situation that we are in.After 2 years I got a call one day, and I picked up the phone and I said: “Hello, who is there?”, and he said: “Hey, I am Masud.” For a few seconds I was shocked, because that call was from Italy, and I couldn’t have imagined that one day my best friend would be here with me. I was very happy and when we met I hugged him for almost 10 minutes! He was here with me for 2 days, and after 2 days he has gone to Germany, because he works there.That was a wonderful day for me!
Ho un amico. Lo voglio bene come un fratello, anzi, più di mio fratello. Siamo cresciuti insieme e siamo andati a scuola insieme, facevamo tutto insieme.
Ma per sfortuna, quando ho avuto un problema in Afghanistan, dovevo lasciare l'Afghanistan e mi facevo male che dovevo lasciare il mio amico. Sono venuto qui e cercavo di fare qualcosa con la mia vita, ma non potevo fare niente e non farò mai nienete nella situazione in cui siamo.
Dopo due anni un giorni ho ricevuto una chiamata, e risposi al telefono: "Ciao, chi è?", e lui disse: "Ciao, sono Masud!". Per un paio di secondi fui sotto shock, perchè quella telefonata veniva dall'Italia, e non potevo imaginare che un giorno il mio miglior amico sarebbe stato qui con me! Ero molto felice, e quando ci siamo visti ci siamo abbracciati per quasi 10 minuti! E' rimasto qui per due giorni, e dopo due giorni è partito per la Germania, perchè lavora nella Germania.
Quello è stato un giorno meraviglioso per me!